
Premetto che mesi fa ho visto il nuovo Venerdì 13, quello reboot o come chichiribbio si chiama un remake che però non è un sequel ma nemmeno un prequel, cioè è tutte e due le cose e ... mi sono perso. A parte la mia familiarità con Jared Padalecki, l'unico attore che potrebbe sostituire la torre di Pisa nel caso crollasse per sempre visto che se allunga l'indice può spostare le nuvole a suo piacimento, devo dire che il film non mi è piaciuto un granchè. I remake o reboot mi convincono ben poco perchè è come cercare di ripetere una battuta che quando ti è venuta spontanea era sorprendente ma poi il riprodurla la renderebbe banale e retriva.
Jared Padalecki, che in questo film avrebbe dovuto essere un palmo sopra gli altri viene retrocesso a semplice co-protagonista e la sua fisicità imponente non serve quasi a nulla, essendo trattato come una vittima costretta a scappare per mettere in salvo se stesso e la sorella che Jason aveva fatto sua prigioniera a causa di una forte somiglianza della ragazza con la madre.
Il resto è solo un'accozzaglia di tiri al bersaglio e body count meccanici per il puro gusto dello sfracello. Sparita anche la pazzesca colonna sonora di Harry Manfredini che qui sembra lontana e campionata in un cd pirata.
Non so se Marcus Nispel o chi per lui ne metteranno altri in cantiere, però temo che a Crystal Lake le atmosfere non torneranno più quelle di una volta, con teenager vestiti e cotonati anni '80, chalet e bungalow che incutono soggezione alla sola vista, forcone, maschera da hockey - quella che Jason fregò ad una vittima nel 3° capitolo girato in 3D e che più non tolse - improbabili Jason di diverse taglie che fanno il bagno nel lago e ogni tanto emergono per tirare di sotto il canoista di passaggio, la mammina un po' incazzatiella che gira con il coltello e tutto il carrozzone che ti faceva passare la voglia pure di andare in camporella o a fare un pic nic nel boschetto.
La nostalgia per i primi episodi della saga è molta. Di tutti, il 2° - L'assassino ti siede accanto - e il 4° - Venerdì 13 Capitolo finale - per me restano i più memorabili per l'ambientazione e gli attori che montavano il turno in quell'occasione.
Jared Padalecki, che in questo film avrebbe dovuto essere un palmo sopra gli altri viene retrocesso a semplice co-protagonista e la sua fisicità imponente non serve quasi a nulla, essendo trattato come una vittima costretta a scappare per mettere in salvo se stesso e la sorella che Jason aveva fatto sua prigioniera a causa di una forte somiglianza della ragazza con la madre.
Il resto è solo un'accozzaglia di tiri al bersaglio e body count meccanici per il puro gusto dello sfracello. Sparita anche la pazzesca colonna sonora di Harry Manfredini che qui sembra lontana e campionata in un cd pirata.Non so se Marcus Nispel o chi per lui ne metteranno altri in cantiere, però temo che a Crystal Lake le atmosfere non torneranno più quelle di una volta, con teenager vestiti e cotonati anni '80, chalet e bungalow che incutono soggezione alla sola vista, forcone, maschera da hockey - quella che Jason fregò ad una vittima nel 3° capitolo girato in 3D e che più non tolse - improbabili Jason di diverse taglie che fanno il bagno nel lago e ogni tanto emergono per tirare di sotto il canoista di passaggio, la mammina un po' incazzatiella che gira con il coltello e tutto il carrozzone che ti faceva passare la voglia pure di andare in camporella o a fare un pic nic nel boschetto.
La nostalgia per i primi episodi della saga è molta. Di tutti, il 2° - L'assassino ti siede accanto - e il 4° - Venerdì 13 Capitolo finale - per me restano i più memorabili per l'ambientazione e gli attori che montavano il turno in quell'occasione.
Fra tutti - nel 4° capitolo - il mio adorato Peter Barton che però finì alla Psyco maniera ...
Cos' e pazz!
























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